Dalla guida Business 2.0 di Daniele Bogiatto: CAPITOLO 2 – IL VERO CAMBIAMENTO E’ NON CAMBIARE
2.1 – Cambiare rimanendo fedeli a se stessi e alla propria storia aziendale
Ogni cambiamento porta con sé delle trasformazioni importanti.
Le aziende che saranno vincenti nel prossimo futuro saranno quelle che cavalcheranno quest’onda, imparando le nuove strategie e trasformandosi nelle relazioni.
Le relazioni tra consumatori, PMI, grandi brand e mass media continueranno ovviamente ad essere presenti-
Quello che si sta modificando rapidamente sono gli strumenti e le modalità di utilizzo e, di conseguenza come sempre accade, anche gli aspetti psicologici, culturali e valoriali che sono strettamente relazionati.
La buona notizia è che tutto questo poggia perfettamente, anzi ne trae linfa vitale, dalla storia aziendale, dal curriculum del professionista, dai risultati concreti ottenuti in passato, dall’immagine che è stata costruita.
Senza dimenticare che il motore pulsante del cuore rimangono i valori fondanti sia dell’azienda che del professionista.
2.2 – Le società hanno bisogno di un nuovo assetto mentale
Oggi in Italia le imprese credono di essere innovative nel creare un sito istituzionale oppure nel mettere in piedi un e-commerce; inutile dire che sono indietro di almeno cinque anni.
Qualcuno azzarda il blog aziendale (il più delle volte non aggiornato o di assoluto disinteresse per il cliente) mentre riflettono se posizionarsi su eBay o meno.
Stanno agendo nella modalità 1.0, cercando di contenere i cambiamenti che gli risultano incomprensibili sperando che chiudere gli occhi o fingere di esserci possa far tornare tutto come prima.
Nulla tornerà come prima e io aggiungo… per fortuna.
Ecco che però arriva la buona notizia.
L’imprenditore italiano è intelligente, creativo, e, se può apparire lento nel percepire il cambiamento, diventa veloce in maniera devastante quando ne vede le potenzialità.
Anzi, ancora di più.
Come ci ha dimostrato la nostra nazionale di calcio negli ultimi due mondiali vinti, noi italiani, messi sotto pressione e in difficoltà dimostriamo a tutto il mondo il nostro valore.
Secondo me è solo un problema di comunicazione da parte di chi tradizionalmente lo trasmette. Posso dirlo con certezza; ogni volta che finisco una convention o una conferenza, ovunque io mi trovi (università, camere di commercio, tavole rotonde , associazioni di categoria, aziende, conferenze stampa….),
lo sguardo degli imprenditori o dei commercianti o dei professionisti, che mi rivolgono le domande, è sicuramente illuminato.
Una nuova mentalità può diventare tanto più concreta e vincente quanto porta con se l’esperienza pregressa;
ecco perché gli imprenditori della penultima generazione, non avvezzi al web possono tracciare grandi strade.
L’ultima generazione è nata con questi strumenti ed è troppo all’interno.
Solo insieme possono fare grandi cose.
Chi vede la magnificenza di una montagna sta a valle.
Solo lì può avere il quadro completo e grandi intuizioni per preparare la spedizione al fine di raggiungere la vetta.
Lo scalatore vedrà solo la parte di roccia sulla quale farà il prossimo movimento.
Solo insieme però potranno realizzare l’impresa più grande.
Due generazioni, insieme; giovane non vuol dire inesperto e di poco valore, e anziano non vuol dire vecchio e incapace di comprendere.
Per le aziende e per la società in generale nel web la parola giovane va interpretata come competente, probabilmente esperto e con l’energia per procedere; anziano va interpretato come saggio e creativo con i mezzi per realizzare.
Insieme…una miscela esplosiva!
2.3 – Le società come stanno sviluppando questo nuovo assetto mentale?
Le società appaiono sul mercato tramite blog e forum.
Cercano di spingere la diffusione e la crescita del loro brand tramite la rete e di diffonderlo con il viralmarketing.
Tutto bello, molto ridondante e ricco di aspettative.
Però poi superata la fase di euforia per la maggior parte si dovranno confrontare con il mancato raggiungimento dei risultati.
Perché viene affrontato con la mentalità 1.0
E allora invece di additare ad altri il mancato risultato o di non fare nulla traendo spunto dal fatto che per altre aziende non “è andata bene” chiediamoci seriamente “Quanto può funzionare tutto questo?”
Ben poco, infatti la ricetta dei banner, le mailing list su cui vengono “sparate” continue newsletter, la pubblicità tradizionale semplicemente translata sul web è già una ricetta in crisi come dimostrano i dati statistici.
Le società che stanno seguendo questa strada lasciano sul piatto una grossa fetta di investimenti, non producono i risultati sperati e creano un danno psicologico ed emotivo tramite il quale la stessa azienda
rallenterà la sua crescita competitiva sul mercato.
Andare al tappeto è sempre dura. Rialzarsi e migliorare è da pochi.
Imparare da chi è capace e lo ha dimostrato con i risultati è l’atteggiamento dei campioni.
Se altri nel mio settore ci sono riusciti, anche solo uno, lo posso fare anche io.
Ecco una domanda da appendere nella sala riunioni del consiglio di amministrazione.
“Il mondo 2.0 sta surclassando il vecchio mondo 1.0 – dove vogliamo posizionarci?”
2.4 – Il web non cambia il fondamento delle relazioni umane.
Nel medioevo del web abbiamo avuto la percezione di un grande cambiamento, di una marcia inarrestabile sino alla grande bolla del 2002.
Addirittura c’era chi sosteneva la veloce scomparsa della carta stampata.
Milioni di persone hanno imparato a navigare, a cliccare, ad effettuare dei download.
Sembrava che tutto dovesse diventare virtuale, mondi nuovi che aprivano scenari mai visti.
Il navigatore può ora scegliere cosa leggere, quando lo vuole leggere e come vuole farlo, oltre che definire con chi relazionarsi o meno.
Ovviamente può scegliere anche dove comprare, facendo shopping comodamente seduto di fronte al proprio PC.
Ma tutto questo è sempre basato su un sistema di relazioni e come tale infatti ha ripreso rapidamente ad anelare al contatto umano, e così facendo, ha originato una nuova voglia di valori, di trasparenza,
di verità sia per le persone che per le aziende.
2.5 – Come creare un rete collaborativa di social network
La chiave fondamentale che ci consente di aprire queste porte è quella di utilizzare tali strumenti per creare i punti di aggregazione ove il cliente, il consumatore, il navigatore, possa esercitare il proprio potere
di comunicazione.
Esercitando tale funzione potrà sentirsi appagato nel creare delle connessioni sociali, delle nuove relazioni che aumentano la sua voglia di partecipare.
Tutto questo lo gratifica, lo rende importante e rispettabile nella misura in cui verrà premiato dagli altri utenti per i concetti che esprime.
Potere e relazioni sociali: due elementi fondanti dagli albori della storia dell’umanità.
Il nostro compito come gestori o proprietari di questi spazi e di renderli fruibili, ben moderati, aperti; un luogo quindi dove, con poche regole fatte rispettare rigorosamente, rendiamo possibile la permanenza
dell’utente ed anzi ne stimoliamo la fidelizzazione.
Sì, perché ricordiamoci che chi partecipa, impiega del tempo della propria vita per farlo.
Il tempo, oggi più che mai, è l’unica risorsa non quantificabile e non ripristinabile. Il vero oro della nostra era.
Che scrivano male o bene della vostra azienda, se lo fanno assiduamente significa che ci stanno dedicando un’attenzione importante.
Starà a noi saper cogliere nelle critiche quali sono fondate e quali meno e di conseguenza quali sono miglioramenti apportare.
Ecco che quindi i blog aziendali e i forum saranno sempre di più una condizione sine qua non di tutte le aziende, sia internamente che esternamente.
Le società che lavorano e vendono su eBay sanno benissimo di cosa stiamo parlando.
Il profilo di feedback di ogni venditore eBay, nel quale gli acquirenti lasciano il proprio giudizio, è una carta di identità dal valore inestimabile.
Alla prossima con il Terzo Capitolo: LE INFLUENZE DELLA COMUNICAZIONE di Daniele Bogiatto





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